Via Crucis (Sant’Alfonso Maria de Liguori)
VIA CRUCIS meditata con Sant’Alfonso Maria de Liguori Clementissimo Gesù, prostrato umilmente ai tuoi piedi santissimi, ti domando con tutto il cuore perdono dei miei peccati che io piango e detesto, specialmente perché offendono la tua infinita bontà. Propongo di voler piuttosto morire che offenderti; anzi prometto di volerti amare sopra ogni cosa fino alla morte. PRIMA STAZIONE GESÙ È CONDANNATO A MORTE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamoperché con la tua santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Marco (15, 12-15): Pilato replicò: «Che cosa farò dunque di quello che voi chiamate il re dei Giudei?». Ed essi di nuovo gridarono: «Crocifiggilo!». Ma Pilato diceva loro: «Che male ha fatto?». Ma essi gridarono ріù forte: «Crocifiggilo!». E Pilato, volendo dare soddisfazione alla moltitudine, rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso. Considera come Gesù Cristo dopo essere stato flagellato e coronato di spine fu ingiustamente condannato da Pilato a morire crocifisso. – Adorato mio Gesù, non fu Pilato, ma furono i miei peccati che ti condannarono a morte. Per il merito di questo doloroso viaggio ti prego di assistermi nel viaggio che l’anima mia sta facendo verso l’eternità. S: Io ti amo, Gesù mio, più di me stesso, mi pento con tutto il cuore di averti offeso. T: Perdonami e non permettere che mi separi da te. Fa’ che sempre ti ami e poi disponi di me come ti piace. (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre). T: Signore abbi pietà e misericordia di noi e del mondo intero. CANTO Signore ascolta: Padre perdona!Fà che vediamo il tuo amore. A te guardiamo Redentore nostroda te speriamo gioia di salvezza,fà che troviamo grazia di perdono. SECONDA STAZIONE GESÙ È CARICATO DELLA CROCE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamoperché con la tua santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Matteo (27,31): Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Considera come Gesù Cristo camminando in questo viaggio con la croce sulle spalle pensava a te e offriva per te a Dio la morte che andava a patire. – Amabilissimo Gesù mio, io abbraccio tutte le tribolazioni che mi hai destinato fino alla morte. Ti prego per il merito della pena che soffristi nel portare la croce di aiutarmi a portare la mia con perfetta pazienza e rassegnazione. S: Io ti amo, Gesù mio, più di me stesso, mi pento con tutto il cuore di averti offeso. T: Perdonami e non permettere che mi separi da te. Fa’ che sempre ti ami e poi disponi di me come ti piace. (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre). T: Signore abbi pietà e misericordia di noi e del mondo intero. CANTOTi saluto, o croce santa, che portasti il redentor;gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor. Sei vessillo glorioso di Cristo, sei salvezza del popol fedel.Grondi sangue innocente sul tristoche ti volle martirio crudel. TERZA STAZIONE GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamoperché con la tua santa Croce hai redento il mondo Dal libro del profeta Isaia (53,4a.5a): Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Considera questa prima caduta di Gesù Cristo sotto la croce. Aveva le carni tutte lacerate dai flagelli, la testa coronata di spine e aveva perso molto sangue, per cui era così debole che appena poteva camminare; portava poi quel gran peso sulle spalle, i soldati gli davano spinte e così più volte cadde in questo viaggio. – Amato mio Gesù, non è il peso della croce, ma quello dei miei peccati che ti fa patire tante pene. Deh! Per il merito di questa prima caduta liberami dal cadere in peccato mortale. S: Io ti amo, Gesù mio, più di me stesso, mi pento con tutto il cuore di averti offeso. T: Perdonami e non permettere che mi separi da te. Fa’ che sempre ti ami e poi disponi di me come ti piace. (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre). T: Signore abbi pietà e misericordia di noi e del mondo intero. CANTOPurificami o Signoresarò più bianco della neve. Pietà di me o Dio nel tuo amore nel tuo affetto cancella il mio peccatoe lavami da ogni mia colpa,purificami da ogni mio errore. QUARTA STAZIONE GESÙ INCONTRA SUA MADRE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamoperché con la tua santa Croce hai redento il mondo Dal Vangelo secondo Luca (2,34-35): Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima». Considera l’incontro che ebbero in questo viaggio il Figlio con la sua Madre. Si guardarono insieme Gesù e Maria e i loro sguardi divennero come tante saette, con cui si ferirono i loro Cuori innamorati. – Amatissimo Gesù mio, per la pena che provasti in questo incontro, concedimi la grazia di essere vero devoto della tua SS. Madre. E tu, Regina mia addolorata, ottienimi con la tua intercessione una continua e amorosa memoria della Passione del tuo Figlio. S: Io ti amo, Gesù mio, più di me stesso, mi pento con tutto il cuore di averti offeso. T: Perdonami e non permettere che mi separi da te. Fa’ che sempre ti ami e poi disponi di me come ti piace. (Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre). T: Signore abbi pietà e misericordia di noi e del mondo intero. CANTO Donaci, Signore, un cuore nuovo:poni in noi, Signore, uno spirito nuovo. Metterò la mia legge in loro e la scriverò nei loro cuori. Io sarò loro Dio ed essi saranno mio popolo. QUINTA STAZIONE GESÙ È AIUTATO DA SIMONE DI CIRENE Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamoperché con la tua santa Croce hai redento il mondo
La Via Crucis spiegata ai bambini
Molti anni fa, ad una signora della parrocchia capitò tra le mani un libro scritto in spagnolo di una scrittrice dal Cile di nome Gabriela Kast; si trattava di una spiegazione ai bambini della devozione della Via Crucis. A questa signora piacque tantissimo e, pensando a suoi figli e ad altri bambini, decise di tradurre il libro in italiano con questo titolo: “ACCOMPAGNIAMOLI A GESÙ“. Adesso puoi leggerlo anche tu ai tuoi figli. Su questa colonna mettiamo l’introduzione e la prima parte, mentre che nella seconda colonna trovi le “stazioni” della Via Crucis. __________ Accompagniamoli a Gesù di Gabriela Kast 2003 Introduzione Sicuramente vi domanderete: “Perché una via Crucis per i bambini? Perché farli soffrire con un cosa tanto triste? non sarebbe meglio che vedessero qualche bel film su Gesù? Perché parlargli di morte sapendo che la morte è qualcosa a cui l’essere umano non può sottrarsi? Perché parlare di sofferenza quando sono così indifesi di fronte alla vita? Lasciateli vivere felici, sono bambini. Che tremendo equivoco! I bambini stanno sempre lì, guardano, ascoltano, aspettano di essere presi in considerazione, aspettano che qualcuno gli parli e gli spieghi. Loro vogliono essere coinvolti nelle cose importanti, come per esempio pregare per un’intenzione speciale: in questo modo percepiscono l’importanza della loro preghiera. I bambini comprendono molto di più di quanto noi possiamo pensare. Dai quattro anni hanno la capacità per apprendere e capire le grandi verità della nostra fede, certo al loro livello. Non esiste in loro il dubbio e sono templi veri dello Spirito Santo: puri, limpidi e trasparenti. Chiedono tutto senza vergogna. Quando in ogni chiesa vedono Gesù messo in croce, sofferente e trafitto dal dolore, chissà quante domande senza risposta si fanno nella loro coscienza e nel loro cuore? Perché non siamo noi, i genitori, coloro che li amano a parlare loro di Gesù? Noi dovremmo raccontare loro perché Lui offrì la sua vita e perché morì. E’ con questo spirito che abbiamo concepito questo libro destinato ai bambini. Prepariamo la Settimana Santa, con quindici giorni di anticipo, dedicando un giorno ad ogni stazione della Via Crucis. Che la Settimana Santa non arrivi a noi come una semplice settimana di vacanza dedicata al turismo e al divertimento superficiale. Questa è la festa massima della nostra Chiesa Cattolica. Noi ricordiamo il momento decisivo in cui fummo salvati. “Qualcuno” che mi vuole bene, come nessuno qui sulla terra, diede la vita per me, perché io potessi vivere per sempre. Se ci preoccupiamo della fede dei nostri figli quando sono ancora piccoli, non faranno fatica ad essere costanti nella fede quando saranno adulti. La fede è un regalo gratuito di Dio, però non dobbiamo dimenticare che la fede va coltivata e alimentata. Ci può aiutare qualche pratica di pietà: la preghiera in famiglia al termine della giornata, la benedizione del cibo, le rinunce volontarie, celebrare il mese di Maria in famiglia, pregare la via Crucis. Sarebbe anche importante riprendere l’antica tradizione di segnarsi con l’acqua benedetta. Il libro offre ai genitori un sussidio per poter accompagnare i loro figli a ripercorrere il cammino di Gesù fino alla Croce e alla Resurrezione. Perché è nostro dovere condurli pazientemente verso la redenzione. Che privilegio il nostro, come genitori poter educare i nostri figli nella fede! Cominciamo insieme a loro una vita nuova, una vita in Cristo Gesù morto e risuscitato che vive in ognuno di noi se solo lo invitiamo a condividere la nostra vita. Che cosa è una via Crucis? “Che cosa è una via Crucis”- chiese Martin, mentre giocava con il suo camioncino. “La via Crucis – rispose il padre – è rivivere insieme a Gesù il cammino che Lui fece portando la croce fino alla morte. Per la prima volta Martin, che aveva 5 anni, era invitato a pregare la via Crucis. I suoi fratelli lo avevano fatto già molte altre volte: Tomas aveva 13 anni e Francesca 10 anni. Tutti insieme sarebbero andati in chiesa per percorrere le 14 quattordici stazioni della via Crucis. “Sono come le stazioni della ferrovia?”- chiese Martin. I suoi fratelli risero, però il papà spiegò che nella chiesa erano affissi 14 quadri ed ognuno rappresentava un momento del cammino di Gesù verso la morte. In ogni stazione si contempla un momento significativo di questo cammino. Tutti si prepararono per uscire. Martin era molto allegro: per la prima volta lo lasciavano partecipare con i grandi! Guardava i suoi fratelli minori, gemelli di 2 anni e mezzo, con superbia….. e superiorità. In quel giorno speciale non avevano mangiato carne perché il venerdì Santo non si mangia carne. La mamma gli aveva detto che non si potevano mangiare nemmeno gomme e dolci, come anche i genitori non bevevano né vino nè bevande. A Pasqua tutti dovevano accompagnare Gesù facendo qualche sacrificio. -“Perché è tutto buio”- ricordava Martin entrando in Chiesa? Infatti ricordava la chiesa ben illuminata nei giorni di Messa. -“Oggi non c’è la Messa “- spiegò la mamma. Guarda lì davanti, dietro l’altare c’è un cofanetto che si chiama Tabernacolo. Lo chiamano anche “Sagrario”. E lì si conservano le ostie consacrate. Però oggi non ci sono perché il venerdì Santo si ricorda la morte di Gesù e quel giorno Lui non è in chiesa, né nel Tabernacolo, dove sempre Lo si incontra in forma di ostia consacrata. Parlava sottovoce, mentre camminava verso la parete di sinistra dove si vedevano grandi pitture disegnate. Allora lì il papà si rivolse ai bambini e disse loro a voce molto bassa: – “Guardate questa è la prima stazione e il primo momento importante della via Crucis qui potete vedere quando Gesù è stato condannato a morte. PRIMA STAZIONE GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. Martin, guardando con occhi molto grandi chiese a voce bassa: – Papà , ascoltami. Mi puoi dire perché Gesù lasciò che lo uccidessero? Senza aspettar risposta, Francesca, sua sorella, anche lei chiese: – Se Lui era Dio perché
Via Crucis (diocesi)
VIA CRUCIS Lourdes 27 agosto 2019 Per metterci in ascolto del grido della città di Roma, anche noi abbiamo bisogno che il Signore ci prenda per mano e ci faccia “scendere”, scendere dalle nostre posizioni, scendere in mezzo ai fratelli che abitano nella nostra città, per ascoltare il loro bisogno di salvezza, il grido che arriva fino a Lui e che noi abitualmente non udiamo. Non si tratta di spiegare cose intellettuali, ideologiche. (…) Si tratta di aprire occhi e orecchie, ma soprattutto il cuore, ascoltare con il cuore. Allora ci metteremo in cammino davvero. Allora sentiremo dentro di noi il fuoco della Pentecoste, che ci spinge a gridare agli uomini e alle donne di questa città che è finita la loro schiavitù e che è Cristo la via che porta alla città del Cielo. (Papa Francesco) Dare la vita per gli altri. Soltanto così si vive la vita di Gesù Cristo e diventiamo una sola cosa con Lui. San Josemaria PRIMA STAZIONE GESÙ È CONDANNATO A MORTE Pilato disse ai Giudei: “Ecco il vostro re!”. Ma quelli gridarono: “Via, via, crocifiggilo!”. Disse loro Pilato: “Metterò in croce il vostro re?”. Risposerò i sommi sacerdoti: “Non abbiamo altro re all’infuori di Cesare”. Allora lo consegnò loro perché fosse crocifisso (Gv 19,14-16). Le strade di Roma ogni giorno sono luogo d’incontro, di passaggio, di frette e di attese. Tra la quella folla di vite diverse vogliamo ascoltare con il cuore il dolore di tanti suoi figli, ovunque dispersi. Che tipo di folla fu quella accanita contro il Signore? Erano forse uomini e donne presi da tanti pensieri, da non rendersi conto di Lui? Non possiamo saperlo. Oggi vogliamo vedere Gesù attraverso la gente di Roma. Anche in mezzo a chi è ignaro di tanta Presenza. Ancora condannato, ancora non accettato. Ad uno dei tanti crocevia dell’uomo – come i nostri quartieri – il Dio fatto Uomo riprende la via della Croce, in mezzo all’indifferenza dei Ponzio Pilato di oggi. Preghiamo per tutti i condannati, per tanti motivi, nella nostra città, perché possano trovare il sostegno delle nostre comunità, perché possano ritrovare con noi la via della Vita. O Gesù, che accetti una condanna ingiusta, concedi a tutti noi che viaggiamo nel cammino della vita di essere fedeli alla verità, di non perderci, di credere alla forza dell’amore. A te, Gesù, l’onore e la gloria nei secoli dei secoli. Amen. CANTOSignore ascolta: Padre perdona!Fà che vediamo il tuo amore. A te guardiamo Redentore nostroda te speriamo gioia di salvezza,fà che troviamo grazia di perdono. SECONDA STAZIONE GESÙ È CARICATO DELLA CROCE Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna (Gv 3,16). Se ci giriamo intorno è più facile vedere uno sguardo pensoso che uno sguardo distratto. Nel cuore di alcuni percepiamo la gioia della casa, della famiglia. In qualcun altro le preoccupazioni per i figli, o per qualche parente o amico malato. In tanti ci sono le fatiche della vita di ogni giorno, fatta di gioia e dolori. Quando si prende la croce non possiamo fermarci. Inizia un cammino. Affrontare la vita può esser fatica, dolore, ma oggi vogliamo pensare alla croce come ad un invito alla gioia. La meta non è solo il Calvario. La meta è un giardino. La meta è un abbaglio di Luce infinita che riempie la vita per sempre. I nostri volti spesso non sembrano avvolti di Eterno. Li vediamo piuttosto segnati da gioie e speranze, tristezze ed angosce dell’oggi. Se tutti imparassimo a fissare lo Sguardo al Cielo, avremmo un sorriso diverso, due occhi che sanno che niente è per l’oggi, ma tutto è per sempre. E dietro un dolore improvviso, si apre una porta di gioia più grande; e la stessa Croce che ora ci pesa, domani ci innalza. Preghiamo per quanti vivono in questo momento nello sconforto, nella depressione, nella poca fiducia in Dio e nella vita. Questo cammino li aiuti a ritrovare la Gioia. Cristo, che accetti la croce dalla mano degli uomini e ne fai lo strumento del tuo amore, concedici uno sguardo riconoscente e amante, capace di trasmettere la potenza della tua redenzione. A te, Gesù, la lode e la gloria nei secoli dei secoli. Amen. CANTOTi saluto, o croce santa, che portasti il redentor;gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor. Sei vessillo glorioso di Cristo, sei salvezza del popol fedel.Grondi sangue innocente sul tristoche ti volle martirio crudel. TERZA STAZIONE GESÙ CADE LA PRIMA VOLTA Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti (Is 53,6). Ogni giorno Roma si riempie di gente diversa. Automobili e autobus, persone da sole o in compagnia… Tante parole, tanti silenzi, sguardi perduti in un piccolo schermo… Lamentele per le buche, per i rifiuti, per chi ci governa, per tante cose. Oggi vogliamo vedere la nostra città dallo Sguardo che tocca la terra. Quando Gesù cadde la prima volta, urtò con la terra polverosa. Non ebbe tempo di pensare, eppure sapeva quanto valeva cadere, in quell’ora. Valeva le nostre cadute. Quante sono le cadute dell’uomo? Quante volte dovrà sbattere a terra la faccia, per capire che la meta è nel Cielo? La folla che riempie le strade è abituata a cadere. E forse a rialzarsi. Ogni giorno che volge al tramonto ci fa segnare di nuovo le nostre sconfitte, il grido, debolezze e fatiche. Eppure, tra tanto cadere, vediamo una Mano che ci alza e ci riporta alla Luce. E quella mano è legata ad un legno ed è intrisa di un sangue, tanto simile al nostro. Preghiamo per tutti i poveri di Roma, per chi grida nella miseria nella mancanza della dignità, della patria, di una casa o di un lavoro. Preghiamo perché noi riusciamo ad ascoltare questo grido ed essere segno, in mezzo alla nostra città, di quel “di più” di
Via Crucis (quaresima)
VIACRUCIS (versione quaresima) Con la devota partecipazione alla Via crucis si guadagna l’indulgenza plenaria alle consuete condizioni: confessione sacramentale, Comunione, preghiera per il Santo Padre e proposito di allontanamento dai peccati veniali. INTRODUZIONE Signore mio e Dio mio,sotto lo sguardo amoroso di nostra Madre,ci disponiamo ad accompagnartiper la via di doloreche è stata il prezzo del nostro riscatto.Vogliamo soffrire tutto ciò che Tu hai sofferto,offrirti il nostro povero cuore, contrito,perché sei innocentee stai per morire per noi,che siamo i soli colpevoli.Madre mia, Vergine dolorosa,aiutami a rivivere quelle ore amareche tuo Figlio ha voluto trascorrere sulla terra,affinché noi, fatti con una manciata di fango,vivessimo finalmente nella libertà e gloria dei figli di Dio. PRIMA STAZIONE GESU’ E’ CONDANNATO A MORTE C. Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo L1. Allora il governatore domandò: “Chi dei due volete che vi rilasci?”. Quelli risposero: “Barabba!”. Disse loro Pilato: “Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?”. Tutti gli risposero: “Sia crocifisso!”. Ed egli aggiunse: “Ma che male ha fatto?”. Essi allora urlarono: “Sia crocifisso!”. Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla: “Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!”. E tutto il popolo rispose: “Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli”. Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. (Mt 27, 22-24) RIFLESSIONE L2 Sono già passate le dieci del mattino. Il processo sta giungendo al termine. Non ci sono state prove decisive. Il giudice sa che i nemici glielo hanno consegnato per invidia, e tenta una scappatoia assurda: la scelta fra Barabba, un malfattore accusato di furto con omicidio, e Gesù, che sì dice il Cristo. Il popolo sceglie Barabba. Pilato esclama: Che farò, dunque, di Gesù? (Mt 27, 5-22). Tutti rispondono: Sia crocifisso! Il giudice insiste: -Ma che male ha fatto? E di nuovo rispondono urlando: Sia crocifisso! Sia crocifisso! Pilato si spaventa di fronte al crescente tumulto. Fa portare dell’acqua e si lava le mani davanti alla folla, dicendo:Sono innocente del sangue di questo giusto; vedetevela voi (Mt 27, 24).,E dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegna perché sia crocifisso. Si fa silenzio in quelle gole inferocite e ossesse. Come se Dio fosse già vinto. L3 Gesù è solo. Sono lontani i giorni in cui la parola dell’Uomo-Dio accendeva luce e speranza nel cuori, le lunghe file di malati che venivano guariti, i clamori trionfali di Gerusalemme quando il Signore giunse cavalcando un mite asinello. Ah, se gli uomini avessero voluto dare un corso diverso all’amore di Dio! Se tu e io avessimo conosciuto il giorno del Signore! PREGHIERA L1: Gesù accusato e condannato ingiustamenteT: Abbi pietà di noi, Signore. L1: Gesù, abbandonato dagli uominiT: Abbi pietà di noi, Signore. L1: Gesù, schiaffeggiato e derisoT: Abbi pietà di noi, Signore. C: Signore Gesù, dona serenità e speranza ai perseguitati, ai prigionieri, agli oppressi, a coloro che soffrono a causa delle ingiustizie. Concedi a noi tutti di odiare ciò che è ingiusto e di amare ciò che è giusto e vero. CANTO Ti saluto o croce santa,che portasti il Redentorgloria, lode onor ti cantaogni lingua ed ogni cuor. Sei vessillo glorioso di Cristo,sei salvezza del popolo fedelgrondi sangue innocente sul tristoche ti volle martirio crudel. Ti saluto o croce santa,che portasti il Redentorgloria, lode onor ti cantaogni lingua ed ogni cuor. SECONDA STAZIONE GESU’ PRENDE LA CROCE C: Ti Adoriamo, Cristo e ti benediciamo. T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L1. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota. (Gv 19,17-18) RIFLESSIONE L2. Fuori della città, a nord-ovest di Gerusalemme, vi è un piccolo colle: in aramaico è chiamato Gòlgota; in latino, locus Calvariae: luogo dei Teschi o Calvario. Gesù si consegna inerme all’esecuzione della condanna. Nulla gli deve essere risparmiato, e sulle sue spalle ricade il peso della croce infamante. Ma la Croce sarà, per opera dell’amore, il trono della sua regalità. Gli abitanti di Gerusalemme e i forestieri giunti per la Pasqua si accalcano per le strade della città per veder passare Gesù Nazareno, il Re dei giudei. Vi è un frastuono di grida; e, a intervalli, brevi silenzi: forse quando Cristo fissa lo sguardo su qualcuno:Se qualcuno vuol ventre dietro a me, prenda la sua croce di ogni giorno e mi segua (cfr Mt 16, 24). L3. Con quanto amore Gesù abbraccia il legno che gli darà la morte! Non è forse vero che non appena smetti di aver paura della Croce, di ciò che la gente chiama croce, quando applichi la tua volontà ad accettare la Volontà divina, sei felice, e scompaiono tutte le preoccupazioni, le sofferenze fisiche o morali? E’ davvero leggera e amabile la Croce di Gesù. Lì non contano i dolori; soltanto la gioia di sapersi corredentori con Lui. PREGHIERA L1: Gesù, flagellato a sangue.T: Abbi pietà di noi, Signore L1: Gesù, coronato di spine.T: Abbi pietà di noi, Signore L1: Gesù, caricato della croce.T: Abbi pietà di noi, Signore C: Signore Gesù, fa’ che tutti gli uomini trovino la gioia della salvezza nella tua croce. Donaci la forza di portare ogni giorno la nostra croce con fede e con amore. CANTO Ti saluto o croce santa,che portasti il Redentorgloria, lode onor ti cantaogni lingua ed ogni cuor. Tu nascesti fra braccia amorosed’una Vergine Madre, o GesùTu moristi fra braccia pietosed’una croce che data ti fu. Ti saluto o croce santa,che portasti il Redentorgloria, lode onor ti cantaogni lingua ed ogni cuor. TERZA STAZIONE GESU’ CADE PER LA PRIMA VOLTA C: Ti adoriamo, Cristo, e ti benediciamo. T: Perché con la tua santa croce hai redento il mondo. L1: Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Solo contro
Viacrucis (San Josemaria)
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La Confessione
Durante l’udienza del 25 febbraio 2015 Papa Francesco ha fatto distribuire un semplice esame di coscienza in occasione della Quaresima: “La Quaresima è un cammino di conversione che ha come centro il cuore. [Bisogna] custodire il cuore, perché non diventi una piazza dove vanno e vengono tutti tranne il Signore”. Ecco le domande dell’esame. Nei confronti di Dio Mi rivolgo a Dio solo nel bisogno? Partecipo alla Messa la domenica e le feste di precetto? Comincio e chiudo la giornata con la preghiera? Ho nominato invano Dio, la Vergine, i Santi? Mi sono vergognato di dimostrarmi cristiano? Cosa faccio per crescere spiritualmente? Come? Quando? Mi ribello davanti ai disegni di Dio? Pretendo che egli compia la mia volontà? Nei confronti del prossimo So perdonare, compatire, aiutare il prossimo? Ho calunniato, rubato, disprezzato i piccoli e gli indifesi? Sono invidioso, collerico, parziale? Ho cura dei poveri e dei malati? Mi vergogno della carne di mio fratello, della mia sorella? Sono onesto e giusto con tutti o alimento la “cultura dello scarto”? Ho istigato altri a fare il male? Osservo la morale coniugale e familiare insegnata dal Vangelo? Come vivo le responsabilità educative verso i figli? Onoro e rispetto i miei genitori? Ho rifiutato la vita appena concepita? Ho spento il dono della vita? Ho aiutato a farlo? Rispetto l’ambiente? Nei confronti di sé Sono un po’ mondano e un po’ credente? Esagero nel mangiare, bere, fumare, divertirmi? Mi preoccupo troppo della salute fisica, dei miei beni? Come uso il mio tempo? Sono pigro? Voglio essere servito? Amo e coltivo la purezza di cuore, di pensieri e di azioni? Medito vendette, nutro rancori? Sono mite, umile, costruttore di pace? Dall’Udienza Generale del 19 febbraio 2014 in piazza S. Pietro Catechesi sulla confessione Cari fratelli e sorelle, buongiorno! Attraverso i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, il Battesimo, la Confermazione e l’Eucaristia, l’uomo riceve la vita nuova in Cristo. Ora, tutti lo sappiamo, noi portiamo questa vita «in vasi di creta» (2 Cor 4,7), siamo ancora sottomessi alla tentazione, alla sofferenza, alla morte e, a causa del peccato, possiamo persino perdere la nuova vita. Per questo il Signore Gesù ha voluto che la Chiesa continui la sua opera di salvezza anche verso le proprie membra, in particolare con il Sacramento della Riconciliazione e quello dell’Unzione degli infermi, che possono essere uniti sotto il nome di «Sacramenti di guarigione». Il Sacramento della Riconciliazione è un Sacramento di guarigione. Quando io vado a confessarmi è per guarirmi, guarirmi l’anima, guarirmi il cuore e qualcosa che ho fatto che non va bene. L’icona biblica che li esprime al meglio, nel loro profondo legame, è l’episodio del perdono e della guarigione del paralitico, dove il Signore Gesù si rivela allo stesso tempo medico delle anime e dei corpi (cfr Mc 2,1-12 // Mt9,1-8; Lc 5,17-26). 1. Il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione scaturisce direttamente dal mistero pasquale. Infatti, la stessa sera di Pasqua il Signore apparve ai discepoli, chiusi nel cenacolo, e, dopo aver rivolto loro il saluto «Pace a voi!», soffiò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati» (Gv 20,21-23). Questo passo ci svela la dinamica più profonda che è contenuta in questo Sacramento. Anzitutto, il fatto che il perdono dei nostri peccati non è qualcosa che possiamo darci noi. Io non posso dire: mi perdono i peccati. Il perdono si chiede, si chiede a un altro e nella Confessione chiediamo il perdono a Gesù. Il perdono non è frutto dei nostri sforzi, ma è un regalo, è un dono dello Spirito Santo, che ci ricolma del lavacro di misericordia e di grazia che sgorga incessantemente dal cuore spalancato del Cristo crocifisso e risorto. In secondo luogo, ci ricorda che solo se ci lasciamo riconciliare nel Signore Gesù col Padre e con i fratelli possiamo essere veramente nella pace. E questo lo abbiamo sentito tutti nel cuore quando andiamo a confessarci, con un peso nell’anima, un po’ di tristezza; e quando riceviamo il perdono di Gesù siamo in pace, con quella pace dell’anima tanto bella che soltanto Gesù può dare, soltanto Lui. 2. Nel tempo, la celebrazione di questo Sacramento è passata da una forma pubblica – perché all’inizio si faceva pubblicamente – a quella personale, alla forma riservata della Confessione. Questo però non deve far perdere la matrice ecclesiale, che costituisce il contesto vitale. Infatti, è la comunità cristiana il luogo in cui si rende presente lo Spirito, il quale rinnova i cuori nell’amore di Dio e fa di tutti i fratelli una cosa sola, in Cristo Gesù. Ecco allora perché non basta chiedere perdono al Signore nella propria mente e nel proprio cuore, ma è necessario confessare umilmente e fiduciosamente i propri peccati al ministro della Chiesa. Nella celebrazione di questo Sacramento, il sacerdote non rappresenta soltanto Dio, ma tutta la comunità, che si riconosce nella fragilità di ogni suo membro, che ascolta commossa il suo pentimento, che si riconcilia con lui, che lo rincuora e lo accompagna nel cammino di conversione e maturazione umana e cristiana. Uno può dire: io mi confesso soltanto con Dio. Sì, tu puoi dire a Dio “perdonami”, e dire i tuoi peccati, ma i nostri peccati sono anche contro i fratelli, contro la Chiesa. Per questo è necessario chiedere perdono alla Chiesa, ai fratelli, nella persona del sacerdote. “Ma padre, io mi vergogno…”. Anche la vergogna è buona, è salute avere un po’ di vergogna, perché vergognarsi è salutare. Quando una persona non ha vergogna, nel mio Paese diciamo che è un “senza vergogna”: un “sin verguenza”. Ma anche la vergogna fa bene, perché ci fa più umili, e il sacerdote riceve con amore e con tenerezza questa confessione e in nome di Dio perdona. Anche dal punto di vista umano, per sfogarsi, è buono parlare con il fratello e dire al sacerdote queste cose, che sono tanto pesanti nel mio cuore. E uno sente che si sfoga davanti a Dio, con la Chiesa, con il fratello. Non avere paura della Confessione! Uno, quando è in
Ritiri mensili per donne

Brevi momenti di ritiro Spirituale programmati con cadenza mensile.
Adorazione Eucaristica

ADORAZIONE EUCARISTICA Signore Gesù Cristo,che nel mirabile sacramento dell’Eucaristiaci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,fa’ che adoriamo con viva fedeil santo mistero del tuo corpo e del tuo sangue,per sentire sempre in noii benefici della redenzione.Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.Amen. _______________ Dio sia benedetto.Benedetto il suo santo nome.Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.Benedetto il nome di Gesù.Benedetto il suo sacratissimo Cuore.Benedetto il suo preziosissimo Sangue.Benedetto Gesù nel santissimo Sacramento dell’altare.Benedetto lo Spirito Santo Paraclito.Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.Benedetta la sua santa e immacolata concezione.Benedetta la sua gloriosa assunzione.Benedetto il nome di Maria, vergine e madre.Benedetto san Giuseppe, suo castissimo sposo.Benedetto Dio nei suoi angeli e nei suoi santi.Amen. https://www.psanjosemaria.com/wp-content/uploads/2021/01/20200326_bened_12-online-video-cutter.com_-1.mp4 DAVANTI A TE Signore Gesù,siamo qui raccolti davanti a te.Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo,da noi crocifisso e dal Padre Risuscitato.Tu, io vivente, realmente presente in mezzo a noi.Tu, la vita, la verità e la vita:Tu, che solo hai parole di vita eterna.Tu, l’unico fondamento della nostra salvezza,e l’unico nome Da invocare per avere speranza.Tu l’immagine del Padre e il donatore dello Spirito;Tu, l’Amore: l’Amore non amato.Signore Gesù, noi crediamo in Te,ti adoriamo, ti amiamo con tutto il nostro cuore,e proclamiamo il tuo nome al di sopra di ogni altro nome.Signore Gesù rendici vigilanti nell’attesa della tua venuta. San Giovanni Paolo II CANTI PER L’ADORAZIONE 1. PANGE LINGUA Pange, lingua, gloriosicorporis mysterium,sanguinisque pretiosiquem in mundi pretium,fructus ventris generosi,rex effudit gentium. Nobis datus, nobis natusex intacta Virgine,et in mundo conversatus,sparso verbi semine,sui moras incolatusmiro clausit ordine. In supremae nocte cenaerecumbens cum fratribus,observata lege plenecibis in legalibus,cibum turbae duodenaese dat suis panibus. Verbum caro panem verumverbo carnem efficit,fitque sanguis Christi merum,et, si sensus deficit,ad firmandum cor sincerumsola fides sufficit. Tantum ergo sacramentumveneremur cernui;et antiquum documentumnovo cedat ritui;praestet fides supplementumsensuum defectui. Genitori genitoquelaus et iubilatio,salus honor virtus quoquesit et benedictio;procedenti ab utroquecompar sit laudatio. Amen. 2. GENTI TUTTE Genti tutte, proclamateil mistero del Signor,del suo corpo e del suo sangueche la Vergine donòe fu sparso in sacrificioper salvar l’umanità. Dato a noi da madre pura,per noi tutti s’incarnò.La feconda sua parolatra le genti seminò;con amore generosola sua vita consumò. Nella notte della Cena.coi fratelli si trovò.Del pasquale sacro ritoogni regola compìe agli apostoli ammiraticome cibo si donò. La parola del Signorepane e vino trasformò:pane in carne, vino in sangue,in memoria consacrò!Non i sensi, ma la fedeprova questa verità. Adoriamo il Sacramentoche Dio padre ci donò.Nuovo patto, nuovo ritonella fede si compì.Al mistero è fondamentola parola di Gesù. Gloria al Padre onnipotente,gloria al Figlio Redentor,lode grande, sommo onoreall’eterna Carità.Gloria immensa, eterno amorealla santa Trinità. Amen. 3. INNI E CANTI Inni e canti sciogliamo, o fedeli,al divino eucaristico re.Egli, ascoso nei mistici veli,cibo all´alma fedele si diè. Dei tuoi figli lo stuolo qui prono,o Signor dei potenti, Te adora:per i miseri implora perdono,per i deboli implora pietà!Per i miseri implora perdono,per i deboli implora pietà! Sotto i veli che il grano compose,su quel trono raggiante di luce,il Signor dei signori si ascose,per avere l´impero dei cuor. Rit. Signor, che dall´Ostia radiosa, sol di pace ne parli d´amor,in te l´alma smarrita riposa,in te spera chi lotta e chi muor. Rit. 4. LODATE DIO Lodate Dio, schiere beate del cielo;lodate Dio, genti di tutta la terra;cantate a Lui, che l´universo creò,somma sapienza e splendore. Lodate Dio, Padre che dona ogni bene;lodate Dio, ricco di grazia e perdono;cantate a Lui, che tanto gli uomini amò,da dare l´unico Figlio. Lodate Dio, uno e trino Signore;lodate Dio meta e premio dei buoni;cantate a Lui, sorgente d´ogni bontà,per tutti i secoli. Amen. 5. T´ADORIAM, OSTIA DIVINA T’adoriam, ostia divina,t´adoriam, ostia d´amor!Tu degli angeli il sospiro,tu dell´uomo sei l´onor. Rit. T´adoriam, ostia divina,t ´adoriam, ostia d ´amor! Tu dei forti la dolcezza,tu dei deboli il vigor,tu salute dei viventi,tu speranza di chi muor. Ti conosca il mondo e t´ami:tu la gioia d´ogni cor,ave, o Dio nascosto e grande,tu nei secoli il Signor. 6. RESTA CON NOI SIGNORE Resta con noi, Signore, la sera,resta con noi e avremo la pace. Resta con noi, non ci lasciar, la notte mai più scenderà. Resta con noi, non ci lasciar per le vie del mondo, Signor! Ti porteremo ai nostri fratelli,ti porteremo lungo le strade. Voglio donarti queste mie mani,voglio donarti questo mio cuore. Fammi sentire l’ansia del cuore,fammi amare chi non mi ama. 7. SONO QUI A LODARTI Luce del mondo nel buiodel cuore vieni ed illuminami,tu mia sola speranza di vitaresta per sempre con me. Sono quì a lodarti, quì per adorarti,quì per dirti che tu sei il mio Dioe solo tu sei Santo, sei meraviglioso,degno e glorioso sei per me. Re della storia e Re della gloriasei sceso in terra fra noi,con umiltà il tuo trono hai lasciatoper dimostrarci il tuo amor. Sono quì a lodarti, quì per adorarti,quì per dirti che tu sei il mio Dioe solo tu sei Santo, sei meraviglioso,degno e glorioso sei per me. Io mai saprò quanto ti costòlì sulla croce morir per me.Io mai saprò quanto ti costòlì sulla croce morir per me. Sono quì a lodarti, quì per adorarti,quì per dirti che tu sei il mio Dioe solo tu sei Santo, sei meraviglioso,degno e glorioso sei per me. Sono quì a lodarti, quì per adorarti,quì per dirti che tu sei il mio Dioe solo tu sei Santo, sei meraviglioso,degno e glorioso sei per me. Sono quì a lodarti, quì per adorarti,quì per dirti che tu sei il mio Dioe solo tu sei Santo, sei meraviglioso,degno e glorioso sei per me. 8. SEI TU SIGNORE IL PANE Sei tu, Signore, il pane, tu cibo sei per noi.Risorto a vita nuova,sei vivo in mezzo a noi. Nell’ultima sua cenaGesù si dona ai suoi:“Prendete pane e vino,la vita mia per voi”. “Mangiate questo pane:chi crede in me vivrà.Chi beve il vino nuovocon me risorgerà”. È Cristo il pane vero,diviso qui fra noi:formiamo un solo corpoe Dio sarà con noi. Se porti la sua croce,in lui tu regnerai.Se muori unito a Cristo,con lui rinascerai. Verranno i
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