Bilancio economico

COME VANNO I CONTI DELLA NOSTRA PARROCCHIA?

Un primo fatto è che in questi anni di crisi economica i fedeli hanno diminuito di poco le loro offerte e contributi rispetto alle esigenze e perciò il bilancio annuale si è chiuso ogni anno con un moderato disavanzo.

L’emergenza del covid ha tagliato fortemente le entrate, ma i fedeli hanno risposto con generosità e tempestività con offerte straordinarie, anche mediante bonifico bancario, e siamo di nuovo quasi in equilibrio.

Ecco alcuni dati dei bilanci 2019 e 2020:

ENTRATE  (cifre arrotondate)20192020
Offerte domenicali e bussole45.00030.000
Offerte personali6.60030.500
Offerte per Battesimi, Matrimoni, Comunioni, ecc7.0004.500
Offerte per benedizioni delle case6.1001.800
Mercatini, feste, campi sportivi, contributi, catechesi, ecc14.4001.700
Totale ENTRATE (incluse altre)83.98570.794
USCITE (cifre arrotondate)  
Manutenzione ordinaria18.80014.700
Manutenzione straordinaria1.7007.700
Consumi (luce, gas, telefono, acqua)17.00012.700
Arredo e mobilio550300
TARES e assicurazione4.1004.100
Spese per il culto8.2008.200
Remunerazione ai sacerdoti (*)4.0004.000
Contributo annuale Diocesi di Roma e F. Aiuto Parrocchie1.8001.700
Spese di pulizia, fiori, paramenti, ecc.20.20013.000
Spese per le attività parrocchiali4.7003.300
Carità in parrocchia5.9505.200
Spese varie1.350350
Totale USCITE (incluse altre)
90.864
71.811
Deficit dell’anno6.8801.016

Dunque, con una forte riduzione delle spese e il generoso sforzo dei parrocchiani, la situazione è quasi di pareggio di bilancio, e ci siamo potuti permettere un investimento di efficientamento energetico accarezzato da molto tempo.

Infatti, tra i lavori di manutenzione straordinaria c’è la sostituzione di due caldaie per una pompa di calore per il riscaldamento che oltre a diminuire la spesa di gas abbatterà fortemente la produzione di gas serra …. ormai siamo una moderna parrocchia ecologica! Tuttavia, parte di questo investimento investimento verrà ricuperato nei prossimi anni perché rientrerà attraverso incentivi statali.

Tutte queste spese si riferiscono alla parrocchia (chiesa e locali annessi) e non all’abitazione dei sacerdoti e neanche al Club Civenna, con noi confinante, che hanno una gestione economica indipendente e si sostengono (vitto, consumi, tasse, pulizia) in modo autonomo.

Aiutaci anche tu a sostenere la parrocchia e ad aiutare famiglie in difficoltà con un bonifico sul conto intestato:

“Parrocchia San Josemaria Escrivà”  presso Unicredit
IBAN: IT 18 Y 02008 05200 000400247300
Causale “Offerta alla parrocchia e opere di carità”

Il Consiglio per gli Affari Economici è un gruppo di parrocchiani che consiglia e aiuta il parroco ad amministrare le offerte dei fedeli e le altre entrate facendo attenzione, come tutte le famiglie, all’equilibrio di bilancio. Studiano e sottoscrivono i preventivi e i bilanci da presentare al Vicariato.


(*) Poi, per smontare alcune favole sull’entità dello stipendio dei sacerdoti (gestito dall’Istituto per il sostentamento del clero), ecco alcuni dati corrispondenti al CUD del 2019 di un sacerdote: Stipendio lordo: 14,435, di cui 1.320 euro dalle offerte della parrocchia. Stipendio netto (detratti IRPEF e contributi per la pensione): 13,565 euro/anno.

Solamente il parroco e il vice parroco percepiscono lo stipendio dall’Istituto per il sostentamento del clero, mentre che gli altri sacerdoti che aiutano in parrocchia non ricevono nulla né dalla parrocchia né dall’Istituto per il sostentamento del clero, ma si sostengono con il loro lavoro esterno. Li ringraziamo per la gratuità del servizio pastorale.


Stipendi delle Sante Messe

In osservanza delle leggi in materia, le offerte ricevute per le intenzioni delle Sante Messe celebrate secondo le intenzioni dei fedeli sono state distribuite ai sacerdoti celebranti. Il totale dell’anno è stato di 6,570 euro. In genere ogni sacerdote percepisce 10 euro per ogni S.Messa celebrata secondo la intenzione dei fedeli, anche se tante volte nelle messe celebrate al mattino non c’è intenzione.

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Abbiamo cercato di avvicinarci un po’ alla “trasparenza” che è sempre desiderabile in chi è chiamato a gestire i beni, anche dei beni della Chiesa. Anche se davanti alla legge civile ed ecclesiastica il parroco è la persona su cui ricadono tutte le responsabilità economiche e giuridiche, è cosa evidente che l’aspetto economico della comunità parrocchiale riguarda tutti i fedeli che partecipano alla vita della parrocchia e la sostengono con il loro apporto economico. Perciò è giusto che sappiano come vanno i conti.

AIUTI A CHI NE HA BISOGNO

Non si può dire che la cifra destinata ad aiuti a persone e famiglie in difficoltà sia molto elevata (5.200 € nell’anno 2020) e sarebbe auspicabile poter fare di più senza trascurare le tante esigenze che impegnano la maggior parte delle risorse: assicurazione, riscaldamento, riparazioni, pulizie, ecc. 

La maggior parte degli aiuti erogati dal nostro Centro di Ascolto non pesano sui conti parrocchiali. Vediamo perché. Pochi sanno che circa l’80/90% dei prodotti alimentare distribuiti provengono da entità ed esercizi commerciali; ma occorre andare a prenderli. Ogni mese occorre non solo pagare ma anche scaricare e immagazzinare un camion. Poi bisogna gestire in fretta i prodotti spesso prossimi alla scadenza. Non sarebbe possibile fare tutto ciò senza il prezioso lavoro di Giovanni. Ma è anche bello poter dire che i costi del camion sono coperti grazie ai proventi delle vendite di torte che il Centro Caritas organizza due volte all’anno. 

Queste vendite sono una bella manifestazione della generosità delle persone della nostra parrocchia. Sono tanti quelli che sfornano e ci portano i loro migliori dolci e sono anche tante le persone che poi le comprano. Come immaginate molte volte sono le stesse. 

Altra cosa che non emerge dalle cifre sono i prodotti alimentari che i parrocchiani ci portano, sia per propria iniziativa sia rispondendo alle richieste avanzate dalla Caritas. Ad esempio, per far si che il “pacco” natalizio sia più ricco ogni anno si chiede ai parrocchiani di portarci prodotti più “appetibili e raffinati”.

Nel 2020 le persone assistite in modo continuativo dal Centro di Ascolto sono state 142, più 36 in modo saltuario. Buona parte di queste non abitano nel nostro territorio.

Risultano invece nel bilancio gli aiuti in contanti per acquisti ed elemosine a persone senza fissa dimora oppure in situazioni di emergenza. Abbiamo anche aiutato alcune famiglie a pagare bollette arretrate. Infine c’è il contributo alle spese di Casa Betlemme, una casa di accoglienza temporanea per famiglie gestita dalle 8 parrocchie della nostra Prefettura, e che si trova nei pressi della Abbazia delle Tre Fontane. 

LA PARROCCHIA E I SOLDI

Proponiamo questa sintesi di domande che alle volte le gente si fa. 

DOMANDE RICORRENTI

La parrocchia come fa fronte alle spese?
Solamente attraverso le libere offerte dei fedeli. 

La parrocchia riceve soldi dal VaticanoNO.

La parrocchia riceve soldi dalla C.E.I.? NO.

La parrocchia riceve soldi dall’8 x milleNO. 

La parrocchia riceve soldi dal VicariatoNO.
Ogni anno deve invece versare al Vicariato un contributo fisso (1% delle entrate) e un libero contributo di solidarietà per le parrocchie più povere. 

La parrocchia riceve soldi dallo Stato ItalianoNO.

La parrocchia riceve soldi dalla RegioneNO.
Ma esistono bandi regionali per finanziare oratori, strutture sportive, teatrali e ricreative delle parrocchie. L’ultimo progetto finanziato è stato per il campo di calcetto (il finanziamento ha integrato il fondo raccolto, per questo fine, tra i parrocchiani).

La parrocchia riceve soldi da Municipio, Comune, o altri enti localiNO.

La parrocchia riceve soldi da enti statali o parastataliNO.

La parrocchia ha tariffe agevolate per luce, gas, acqua, o altri servizi? NO.

La parrocchia deve pagare tasse allo Stato?
Come tutti gli organismi di altre religioni e di tutte le associazioni no profit non religiose (associazioni culturali, ricreative, sportive, ecc.) la parrocchia è esente da alcune tasse.

La parrocchia paga l’IVASI.
L’imposta è dovuta per tutti gli acquisti e consumi.

La parrocchia paga la TARESSI.
La tassa è dovuta per tutta la superficie dei locali dalla parrocchia, esclusa la navata della chiesa.

I sacramenti si pagano? NO.
Sono un dono gratuito dell’amore di Cristo e della Chiesa. Le offerte liberamente date in occasione dei sacramenti rifondono le spese della parrocchia: consumi energetici, altre utenze, lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, mobilio, spese per il culto, pulizie, ecc.

Il catechismo si paga? NO.
I catechisti offrono il loro tempo ed energie gratuitamente. Le famiglie possono contribuire liberamente alle spese generali della parrocchia in particolare i consumi, pulizie, libri per i bambini e le attività di formazione, di carità ecc.

A chi vanno le offerte delle messe per i defunti o per altre intenzioni?
Tutte le messe della nostra parrocchia sono singole (ad ogni intenzione corrisponde una messa).
La Conferenza Episcopale Laziale stabilisce (cfr. Delibera 24 aprile 2001) che l’offerta per la celebrazione e applicazione delle Sante Messe è di 10 €, e che il sacerdote, oltre a poter accettare un’offerta maggiore, è tenuto a celebrare ugualmente per offerte minori, soprattutto per i più poveri, anche senza ricevere nulla.
Il parroco, quando celebra le domeniche e i giorni festivi per tutta la comunità dei fedeli, non percepisce nulla.

Come si mantengono i sacerdoti?
Ricevono in media € 880 mensili dal Fondo sostentamento clero della C.E.I. e, in aggiunta, il Vicariato stabilisce un ulteriore contributo per le mansioni svolte. In questa parrocchia € 110 ai viceparroci e € 220 al parroco, prelevate dalle offerte dei fedeli.

PARROCCHIA
SAN JOSEMARIA ESCRIVA'
ROMA

Diocesi di Roma

Indirizzo

Largo
JOSEMARIA ESCRIVA’ DE BALAGUER, 7
00142 ROMA

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